Soprattutto con il mio lavoro e con me stesso sono ironico, severo e contraddittorio. L’arte come riflesso iperbolico della vita nutre in ventre un eterno gioco fra opposti: il Bene e il Male, il Bello e il Brutto…l’artista quindi, in quanto ambasciatore di questa verità dovrà avere in sé queste contraddizioni che poi vanno a costituire la tipica figura dell’artista sensibile e a volte un po’ folle.