Perché fai quello che fai?

Perchè dà senso e unicità alla mia vita. Senza la pittura mi sentirei come uno dei tanti milioni. Dipingere è per me la ricerca della mia individualità, in quanto dipingendo do espressione materiale alla mia diversità. È un modo per ribadire che sono diverso dagli altri, che possiedo una scintilla di originalità in un mondo peraltro governato da mode popolari e da una certa inconsistenza culturale. Poi dipingere mi è sempre piaciuto, il mestiere ha un fascino quasi alchemico, il tempo durante la pittura si distende e tutto si riduce ad una relazione fondamentale: il rapporto silenzioso con la tela.

Elias Bertoldo

Experience

2014

comincia a formulare un’ipotesi di espressività individuale con consapevolezza artistica

 Da quell’anno comincia a costruire opere pittoriche basate su accordi cromatici specifici, normando significativamente il processo esecutivo e ispessendo il tessuto cromatico.

2015

principia una serie di lavori che evocano congegni virtuali animati da impulsi luminosi

 È il primo risultato di riflessioni sull’essenza della pittura in rapporto all’esperienza odierna che si ha della luce. Nello stesso anno, avvertendo l’urgenza di acquisire immagini digitali della propria opera, avvia un’ulteriore percorso di professionalizzazione nella fotografia.
Essendo entusiasta delle possibilità offerte da Adobe Photoshop, approfondisce l’editing fotografico e perviene in poco tempo ai complessi processi di correzione del colore.
Le due attività, quella primaria di pittore e quella di fotografo, confluiscono in una visione ampia dell’immagine, contribuendo anche a nuove interpretazioni della pittura stessa e del colore nel digitale.

2017

Brera, Diploma Accademico di Primo Livello in Pittura

discutendo una tesi circoscrivente il linguaggio dei pittori Giuliano Dal Molin, Ignazio Gadaleta, Paolo Iacchetti, Tetsuro Shimizu.

2018

è l’anno in cui viene annoverato tra gli artisti di "punti e filamenti di colore nella pittura italiana dal Divisionismo a oggi"

un libro di Ignazio Gadaleta concentrato a percorrere affinità teoriche e formali nell’evoluzione della pittura da Giuseppe Pellizza ai nostri giorni.

2019

sempre all’Accademia di Belle Arti di Brera, consegue il Diploma Accademico di Secondo Livello in Pittura

con una tesi dal titolo: Correzione e Gestione del Colore in Adobe Photoshop per la Riproduzione di Opere d’Arte.

Conduce una ricerca approfondita sulle logiche del vedere nello specifico rapporto alle attuali consuetudini di virtualizzazione dell’immagine. Idea fondante della sua ricerca è la possibilità di coniugare tradizionali strumenti e metodologie della pittura e attuali afferenze immaginative contemporanee non esclusivamente sorgenti dal mondo dell’arte

work

Nel suo lavoro è essenziale la ricerca di accordi cromo-luministici odierni, concepibili solo artificialmente perché consapevoli delle fluorescenze delle lampade e dei LED dei monitor.
Costante è anche la riflessione sul fare immagine. Secondo tale punto di vista il colore viene “costruito”, cioè definito razionalmente e gradualmente nell’atto del dipingere, tramite molteplici strati sempre calibrati lungo tutta la durata del processo esecutivo.
Invariabile è la complessità retinica, sviluppata principalmente attraverso un tessuto pittorico consistente e ulteriormente ampliata dalle innumerevoli interazioni cromatiche che si definiscono durante lo sviluppo e l’osservazione del quadro.
Ultimamente è impegnato nella ricerca di un’uniformità soffusa, perseguita attraverso un colore che rifiuta il contenimento in una struttura geometrica rigida, secondo pure espansioni e contrazioni di luce.

Education

Liceo Artistico Arturo Martini

2013

Accademia di Brera

Skills

Photoshop 89%

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