Noemi Talamona

L’illustratrice dei sogni

L’espressività di Noemi Talamona si esprime nel bianco e nero dei suoi schizzi, le sue illustrazioni lasciano spazio all’immaginazione di grandi e piccini, scoprendo una grande naturalezza nel disegno ed emotività nella visione. I suoi personaggi all’interno del libro “Piccole storie tra i sassi” sono così caratterizzati e familiari che, ci fanno entrare nel suo mondo pieno di creatività e ci fanno sognare con lei.

Noemi Talamona, La montagna addormentata
La montagna addormentata

PRESENTAZIONE

-Allora… raccontaci un po’ da dove vieni, chi sei, quanti anni hai?

Buongiorno, sono Noemi Talamona, vengo da Induno Olona e ho frequentato il liceo artistico di Varese nella sezione di grafica.

Successivamente ho frequentato il primo anno di pittura all’accademia di Brera per poi trasferirmi a Carrara e finire lì il mio percorso triennale.

Ho poi concluso il mio percorso accademico con il diploma di II livello in Grafica d’Arte.

Noemi Talamona, I volti della montagna
I volti della montagna

-Di cosa ti occupi?

Principalmente di Illustrazione, in particolare di albi illustrati  e pop-up. Ma ho anche un certo interesse, per la fotografia naturalistico – artistica.

INTERESSI

-Ti piace la musica? Hai un cantante, gruppo preferito?

Non ho un gruppo preferito, mi piace cambiare in base a quello che disegno o alle ore della giornata.

-Un film che secondo te tutti dovrebbero vedere?

La tartaruga rossa dello studio Ghibli.

– Qual è la forma d’arte che preferisci? (da andare a vedere/ a cui assistere: fotografia, pittura, scultura, performance, ecc..) C’è un artista contemporaneo che consideri assoluto o che sia una fonte d’ispirazione?

Non c’è una forma d’arte che preferisco, ognuno sceglie il mezzo che meglio indossa e soddisfa il proprio linguaggio.

-C’è un momento della giornata che ti piace particolarmente?

Mi piacciono molto la mattina presto con le prime luci e il tardo pomeriggio, quando compaiono le ombre lunghe della sera, lavoro bene a quelle ore della giornata.

La montagna addormentata tratto da "Piccole storie tra i sassi"
La montagna addormentata tratto da “Piccole storie tra i sassi”

LAVORO

-Come nasce il tuo interesse per la ricerca artistica?

Sicuramente tra i primi stimoli c’è stata la mia famiglia, dopo di che è stata per me un dubbio e una scelta, che nel tempo è diventata un mezzo e una necessità. Porto avanti tanti interessi tra cui anche quello naturalistico, che partecipa attivamente, spesso come protagonista, nei miei lavori.

-Da dove ti è venuta l’idea e come ci sei arrivata\o?

Ho sempre disegnato e sin da piccola mi ha affascinato il mondo delle immagini. Così ho cercato una voce che mi rappresentasse, all’inizio nell’acquerello, per poi sentirmi successivamente più a mio agio nel segno e nella grafite.

-Che cosa sentivi necessario: fare qualcosa di diverso, oppure andare oltre? Avevi un’idea chiara di quello che bisognava fare?

Sentivo la necessità di raccontare, la mia vita, i miei stupori e tutte le cose che a parole, spesso mi risultava difficile esprimere.

– Prima di cominciare a lavorare hai già chiara l’idea di come sarà il tuo lavoro?

Più di avere l’idea chiara di come sarà il mio progetto parto dal presupposto che so bene quello che voglio raccontare, da lì aggiungo e tolgo e alcuni dettagli mutano in corso d’opera.

Tre fratelli e la Mandragola tratto da "Piccole storie tra i sassi"
Tre fratelli e la Mandragola tratto da “Piccole storie tra i sassi”

– Che ruolo svolgono i titoli per te? E quando li assegni? Di solito i titoli vengono prima o dopo che hai finito il tuo lavoro?

Posso parlare per quanto riguarda il mio operare, chiaramente quando si parla di illustrazione e di conseguenza di albo illustrato il titolo diventa la prima voce, insieme all’immagine di copertina, del progetto e quindi svolgono un ruolo chiave di anticipazione del prodotto. Per quanto mi riguarda, spesso mi vengono in mente nel processo iniziale di formazione del lavoro, quasi in automatico.

-Quand’è che senti che un lavoro è finito?

Quando vedo che l’equilibrio tra le immagini e il testo funziona e quando il segno mi soddisfa. Ma se lo guardo dopo qualche tempo dalla sua conclusione, trovo sempre qualcosa che avrei potuto migliorare e Il mio giudizio cambia spesso, veicolato dalla sensibilità e dalle nuove esperienze acquisite.

-Raccontaci come nasce un tuo lavoro. Parti da un’idea, una sensazione o che altro?

Il mio lavoro nasce dall’osservazione e della natura. Ho sempre trovato difficile raccontare a parole la poesia e l’entusiasmo che provo per le piccole cose. Come la faticosa ascesa di un bruco su uno stelo, le camminate sulle alture montane sotto la pioggia o il profumo che invade il bosco in primavera …

Ho nutrito il bisogno di affermare ed esprimere il mio amore per la semplicità. La semplicità intesa non come banalità, ma come naturalezza. Un concetto e un ideale alla quale sono profondamente legata.

Parto dal concetto di quello che voglio creare e solo successivamente penso alla forma, che viene quasi automatica, come un flusso. Se ho ben chiaro cosa voglio esprimere, il come, nella fase progettuale, viene da sé e il testo in eguale maniera.

-Hai fatto un percorso all’accademia di Belle Arti; come descriveresti questo viaggio, come ti sei trovata? Immaginiamo che questo percorso ti abbia lasciato qualcosa, degli strumenti di lavoro che utilizzi o delle influenze particolari.

L’accademia per me è stato un mezzo, per costruire il mio primo lavoro editoriale completo, un libro pop-up dal titolo “Piccole storie tra i sassi”. Sia per una questione di mezzi (il libro si compone di alcune parti a grafite ma di altre a cera molle e acquaforte) ma anche come prova a limite, sapevo di avere un tempo e in quel tempo dovevo concludere il mio progetto.

-Qual è il tuo lavoro che finora è stato più apprezzato? E quale quello che tu preferisci?

Non saprei rispondere.

Pellegrino tratto da "Piccole Storie tra i sassi"
Pellegrino tratto da “Piccole Storie tra i sassi”

INTERAZIONE CON IL MONDO ESTERNO

-I social sono ormai una piattaforma indispensabile per pubblicare i propri lavori ed essere conosciuti; tu come vivi questa dimensione, e soprattutto, quanto la reputi importante per ciò che fai?

Non ho ancora molta dimestichezza con i social, faccio fatica a mettermici seriamente dietro perché mi sembra che rubino del tempo e attenzioni ai miei progetti e a tutti gli altri interessi. Mi rendo conto però, che sono un mezzo chiaramente contemporaneo di divulgazione e che, con qualche rammarico, dovrò prenderci la mano.

-Sei stata a Milano, come ha influito su di te questa città? Il luogo in cui ti trovi ha un’influenza su di te e su ciò che produci?

Si sono stata a Milano, durante il mio primo anno di accademia, ma l’ho vissuta poco sono più attratta da realtà più piccole e naturalistiche.

-Quali sono i tuoi prossimi obbiettivi e progetti?

Lavorare con gli albi illustrati e raccontare nuove storie.

-Cosa significa per te essere artisti oggi?

Non è una domanda che per me ha significato.

-Infine, ci indicheresti tre giovani artisti che stimi ed ammiri di Milano?

Sofia Cassina, Luca Zulianello, Emanuele Soldati.

Cuscinetto tra le streghe tratto da "Piccole storie tra i sassi"
Cuscinetto tra le streghe tratto da “Piccole storie tra i sassi”

Ringraziamo Noemi per aver risposto alle nostre domande, potete continuare a seguirla sul suo profilo Instagram.

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