Silvia Bellu

Metamorfosi

Silvia Bellu, in arte “Lum”, è una giovane artista trasferitasi a Milano, originaria di Cagliari, Sardegna. Lavora attraverso la fotografia ed il body painting, collaborando anche con artisti visivi e musicisti. Le sue Opere si concentrano sull’esplorazione del corpo e la sua metamorfosi. All’interno del suo lavoro si possono scorgere richiami al mondo teatrale e performativo, le Opere raccontano di corpi in evoluzione che si trasformano in altro. Le tecniche che predilige per la realizzazione i suoi lavori sono varie, come le materie prime scelti; troviamo quindi opere realizzate ad olio, ad acrilici o a tecnica mista; utilizza il carboncino, la penna, arrivando a cimentarsi con altri materiali quali cuoio, cemento, fili di lana e corde.

Silvia Bellu
Silvia Bellu

PRESENTAZIONE

-Allora… raccontaci un po’ da dove vieni, chi sei, quanti anni hai?

Mi chiamo Silvia, in arte “Lum”, ho 38 anni e vengo dalla Sardegna.

-Di cosa ti occupi?

Sono un’artista visiva.

INTERESSI

-Ti piace la musica? Hai un cantante, gruppo preferito?

Certamente.

Mi viene difficile rispondere a questa domanda, amo la musica da Debussy ai System of a Down, passando dalla techno al blues. Da Bjork ai Sanguemisto, per finire con De Andrè.

-Un film che secondo te tutti dovrebbero vedere?

Ferro 3.

Silvia Bellu Autoritratto acrilico, 2020
Autoritratto acrilico, 2020

-Qual è la forma d’arte che preferisci? (da andare a vedere/ a cui assistere: fotografia, pittura, scultura, performance, ecc..) C’è un artista contemporaneo che consideri assoluto o che sia una fonte d’ispirazione?

Mi piace tutta l’arte senza distinzioni, adoro la poetica di Sarah Lucas, Veronica Cay e Polly Borland.

Se dovessi parlare di artista assoluto direi: Louise Burgeois.

-C’è un momento della giornata che ti piace particolarmente? 

La notte.

Silvia Bellu Lettera al padre, 2021
Lettera al padre, 2021

LAVORO

-Come nasce il tuo interesse per la ricerca artistica?

Dal corpo alla materia, allo stesso modo la trasformazione diventa il punto fondamentale della ricerca. Le mie Opere nascono da un’ esigenza interiore di metamorfosi: ho iniziato a dipingere proprio per questo motivo. Il mio nome d’arte racchiude in se il concetto del passare dalla luce all’ombra. Così un giorno di ombra può diventare luce, e un giorno di luce ombra, in un processo costante di cambiamento e distorsione della realtà. Un filo che continua ad annodarsi, che si lega e si slega, sorride e si piega, si contorce e grida. Corpi che non conoscono limiti di forme, tra l’ibrido e il deforme. Le mie Opere sono reliquiari, parlano con il linguaggio del corpo e si raccontano coniugandosi in varie tecniche, dall’astratto al figurativo, dal segno, alla texture, dalla foto alla performance. Mondi sempre diversi che hanno in comune la ricerca dei moti interiori e fisici del corpo.

Da dove ti è venuta l’idea e come ci sei arrivata\o?

Ho iniziato per caso dipingendomi il volto, cambiando e trasformandomi in altro, così una mattina mi svegliavo con sembianze diverse, in un processo quasi terapeutico.

-Un’emozione che sapresti nominare mentre lavori?

Pienezza e vuoto.

Silvia Bellu Lettera al filo verde, la speranza, 2022
Lettera al filo verde, la speranza, 2022

-Che cosa sentivi necessario: fare qualcosa di diverso, oppure andare oltre? Avevi un’idea chiara di quello che bisognava fare?

Sentivo necessario esprimermi, andare oltre me stessa.

-Prima di cominciare a lavorare hai già chiara l’idea di come sarà il tuo lavoro? Oppure è quando cominci che hai un’idea di quello che farai?

Non è detto, a volte si, altre volte nasce dall’improvvisazione. Succede, dipende dalle situazioni, spesso lavoro con disegni preparatori, altre volte d’istinto.

-Che ruolo svolgono i titoli per te? E quando li assegni? Di solito i titoli vengono prima o dopo che hai finito il tuo lavoro?

I titoli hanno per me un valore molto importante, li assegno dopo, quando il lavoro è terminato.

-Quale sarebbe il loro significato?

Cercare di racchiudere il concetto e la poetica dentro un lavoro.

Silvia Bellu Semi bianchi, 2020
Semi bianchi, 2020

-Quand’è che senti che un lavoro è finito?

Quando lo guardo e sento pienezza.

-Ti capita di doverti fermare mentre stai lavorando, perché non hai in casa il tipo di pezzo o di materiale che ti serve, e di dover aspettare finché non lo trovi?

Di solito no, se succede utilizzo altri materiali.

-Quale lavoro secondo te funziona di più rispetto agli altri?

Non saprei dare una risposta precisa, credo che forse la mia ultima ricerca, sulla lavorazione del cemento racchiuda a pieno la mia parte più intima e segreta.

-Raccontaci come nasce un tuo lavoro. Parti da un’idea, una sensazione o che altro?

Parto da me e da quello che voglio esprimere in quel preciso momento, ricordandomi che quello che sto pensando ora, tra un minuto potrebbe cambiare e quindi ricordandomi che tutto è in divenire.

Silvia Bellu Sotto pelle, 2020
Sotto pelle, 2020

-Hai fatto un percorso all’accademia di Belle Arti; come descriveresti questo viaggio, come ti sei trovata? Immaginiamo che questo percorso ti abbia lasciato qualcosa, degli strumenti di lavoro che utilizzi o delle influenze particolari.

È stata un’esperienza molto densa e ricca di significato, non solo artisticamente ma anche umanamente, mi ha costruito in primis come persona poi come artista.

-Qual è il tuo lavoro che finora è stato più apprezzato? E quale quello che tu preferisci?

Se dovessi pensare alle vendite ad ora quelli più apprezzati sono stati le serie di autoritratti fotografici.

Silvia Bellu Sotto pelle, dettaglio 2020
Sotto pelle, dettaglio 2020

INTERAZIONE CON IL MONDO ESTERNO

-I social sono ormai una piattaforma indispensabile per pubblicare i propri lavori ed essere conosciuti; tu come vivi questa dimensione, e soprattutto, quanto la reputi importante per ciò che fai?

I social sono un canale importantissimo al giorno d’oggi anche se secondo me non sempre restituiscono la dimensione reale del lavoro, o della qualità di un artista.

-Sei stato a Milano, come ha influito su di te questa città? Il luogo in cui ti trovi ha un’influenza su di te e su ciò che produci?

Milano è una città ricca di stimoli, sicuramente influenza la produzione e la creazione, sono qua da 17 anni…

-Quali sono i progetti che non sei ancora riuscito a realizzare?

Una mostra personale.

Silvia Bellu Ricostruirsi, 2022
Ricostruirsi, 2022

-Cosa significa per te essere artisti oggi?

Un lavoro molto complesso, un mercato che non è più quello di una volta, allo stesso tempo chi sente questa vocazione non può tirarsi indietro. L’arte è come l’amore, molto spesso è più forte di te.

-Infine, ci indicheresti tre giovani artisti che stimi ed ammiri di Milano?

Riccardo Garolla, Silvia Mei, Noemi Mirata.


Ringraziamo Silvia per aver risposto alle nostre domande, continuate a seguirla sul suo profilo Instagram.

Scopri altri artisti emergenti sulla nostra rivista Venticento Art Magazine.