Giorgio Tosini

La ricerca creativa di Giorgio Tosini segue la bussola di soluzioni e sviluppi inediti. Tutto comincia da forme ed immagini che, con qualche schizzo, vengono sovrapposte ma anche accostate, che divengono ingorghi visivi o pattern cromatici.

Giorgio Tosini

PRESENTAZIONE

-Allora…raccontaci un po’ da dove vieni, chi sei, quanti anni hai?

Sono Giorgio, ho 23 anni. Vengo da un piccolo paese in Valle Camonica.

-Di cosa ti occupi?

Principalmente dipingo e disegno. Ho studiato pittura al triennio in Accademia. Al momento, sto frequentando il biennio di Grafica d’arte. Sono interessato a spaziare fra diverse discipline e conoscere differenti tecniche.

Giorgio Tosini, Pattern Map, 2023
Giorgio Tosini, “Pattern Map”, 2023.

INTERESSI

-Ti piace la musica? Hai un cantante, gruppo preferito?

Mi piace, ma non la ascolto assiduamente…solo quando ne sento il bisogno o se si sta in compagnia; in realtà, non ho un gruppo preferito. Mi piace ascoltare contemporaneamente generi molto diversi fra loro.

-Un film che secondo te tutti dovrebbero vedere?

The Mission.

Giorgio Tosini, Volti, 2024
Giorgio Tosini, “Volti”, 2024.

-Qual è la forma d’arte che preferisci (da andare a vedere/ a cui assistere: fotografia, pittura, scultura, performance, ecc..)? C’è un artista contemporaneo che consideri assoluto o che sia una fonte d’ispirazione?

Considerato che lavoro più con un linguaggio grafico o pittorico, mi verrebbe da dire la pittura, ma, pensandoci bene, forse dovrei dire la scultura, per l’impatto che ha quando la si vede.

Tra i pittori contemporanei, mi ha colpito molto Justin Mortimer. Come scultore non saprei chi menzionare di preciso, ma apprezzo molto i lavori di Luigi Mainolfi.

-C’è un momento della giornata che ti piace particolarmente?

Il mattino.

Giorgio Tosini, Memoire d'Enfance, 2023
Giorgio Tosini, “Memoire d’Enfance”, 2023.

LAVORO

-Come nasce il tuo interesse per la ricerca artistica? Da dove ti è venuta l’idea e come ci sei arrivato?

Ho sempre disegnato, fin da piccolo: paesaggi principalmente, ma anche loghi, personaggi di cartoni animati, vestiti… poi, al liceo artistico, mi sono appassionato alla pratica della copia dal vero. Ho sempre pensato che questo fosse quello che volevo fare, così, finito il liceo artistico, ho creduto che iscrivermi all’Accademia di Belle Arti di Brera fosse la cosa più naturale per me.

-Prima di cominciare a lavorare hai già chiara l’idea di come sarà il tuo lavoro? Oppure è quando cominci che hai un’idea di quello che farai?

Generalmente ho un’idea abbastanza chiara di quello che voglio fare in partenza, talvolta cerco, però, di andare oltre, scoprendo come, dal caso, possano nascere soluzioni interessanti.

Giorgio Tosini, Untitled, 2025
Giorgio Tosini, “Untitled”, 2025.

-Che ruolo svolgono i titoli per te? E quando li assegni? Di solito i titoli vengono prima o dopo che hai finito il tuo lavoro?

Non sempre assegno titoli ai lavori che produco. Talvolta lo faccio solo perché credo che possano avere una loro utilità in termini di catalogazione e di presentazione. Penso, tuttavia, che i titoli abbiano una potenzialità evocativa, e siano in grado di suggerirci una possibile lettura dell’opera, come pure di offrirci una visione su aspetti che, magari, ci sfuggono.

Giorgio Tosini, Frammenti I, 2024
Giorgio Tosini, “Frammenti I”, 2024.

-Quand’è che senti che il lavoro è finito?

Non saprei…io opero un’analisi formale dei lavori che faccio, ma, talvolta, la composizione non basta, e allora intervengo, improvvisando fino a quando non mi sembra che il lavoro funzioni.

-Quale lavoro secondo te funziona di più rispetto agli altri?

Direi Memoires d’Enfance: si tratta di una serie di piccole tele, dipinte ormai qualche anno fa. In realtà, erano nate come un’unica tela, realizzata ad olio e collage, poi, però, osservandola meglio, non mi ritenevo soddisfatto…così, a distanza di tempo, l’ho divisa in varie parti e l’ho ricomposta in maniera nuova. Trasformare completamente un lavoro, che, in un primo momento, ritenevi già concluso, è stato davvero fantastico.

Giorgio Tosini, Untitled, 2021
Giorgio Tosini, “Untitled”, 2021.

-Raccontaci come nasce un tuo lavoro. Parti da un’idea, una sensazione o che altro?

Inizio studiando delle forme o delle immagini, attraverso degli schizzi, e poi le sovrappongo o le accosto per creare qualcosa di nuovo, che funzioni. Anche nei miei ultimi lavori, meno pittorici, tendo ad operare sempre un accostamento, di tipo visivo, tra oggetti o immagini stampate, perché penso che la loro interazione sia in grado di potenziarle reciprocamente.

I lavori sono, comunque, abbastanza distinti fra loro. In alcuni casi, questa stratificazione di elementi si traduce in ingorgo visivo, in cui le immagini si svuotano, divenendo pattern cromatici: questi lavori sono intesi come fossero mappe, composte di molteplici immagini, ritratto di ciò che mi circonda, ricordi, opere viste nei musei, ma anche di elementi e forme inventate in cui rintraccio – non secondariamente – un aspetto ludico, oltre che compositivo.

Giorgio Tosini, “Mappa”, 2024.

-Hai fatto un percorso all’accademia di Belle Arti; come descriveresti questo viaggio, come ti sei trovato? Immaginiamo che questo percorso ti abbia lasciato qualcosa, degli strumenti di lavoro che utilizzi o delle influenze particolari.

Penso che l’Accademia, in parte, mi abbia formato mentalmente, offrendomi una buona visone del panorama artistico contemporaneo, ma credo anche che osservare i lavori degli altri studenti sia una componente imprescindibile della mia formazione.

-Qual è il tuo lavoro che finora è stato più apprezzato? E quale quello che tu preferisci?

Non saprei…anche quando sono soddisfatto di un lavoro, mi si presentano sempre così tante possibilità di sviluppo…

Giorgio Tosini, Carte III, 2023
Giorgio Tosini, “Carte III”, 2023.

INTERAZIONE CON IL MONDO ESTERNO

-I social sono ormai una piattaforma indispensabile per pubblicare i propri lavori ed essere conosciuti; tu come vivi questa dimensione, e soprattutto, quanto la reputi importante per ciò che fai?

Ritengo che l’arte sia fatta per essere condivisa, altrimenti rimarrebbe solo uno studio personale. In questo senso, credo che i social siano molto utili per poter mostrare i propri lavori e, non secondariamente, farsi conoscere. I social sono, inoltre, una fonte di stimolo: oggi possiamo vedere le opere di un’infinità di artisti e questo stimola la nostra mente, proponendoci sempre nuovi spunti, talvolta anche troppo numerosi.

-Sei stato a Milano, come ha influito su di te questa città? Il luogo in cui ti trovi ha un’influenza su di te e su ciò che produci?

Senza dubbio, a Milano ho potuto visitare un sacco di mostre e credo che questo sia l’elemento che abbia maggiormente influito su di me e sulla mia produzione.

Giorgio Tosini, libro d'artista, 2025
Giorgio Tosini, Libro d’artista, 2025.

-Quali sono i tuoi prossimi obbiettivi e progetti?

Vorrei apprendere ancora circa molte tecniche. Credo fortemente che l’aspetto tecnico non sia mai da sottovalutare e ci dia più consapevolezza di ciò che facciamo. Dopo il triennio di Pittura ed il biennio di Grafica d’arte, vorrei orientarmi verso la scultura o il video…sento la necessità di dare maggiore profondità al mio lavoro e di entrare in dialogo con lo spazio.

-Cosa significa per te essere artisti oggi?

Domanda molto complessa questa. L’arte può avere mille sfaccettature…comunque, credo che l’artista, oggi, debba analizzare ciò che lo circonda, lasciarsi sollecitare dal contesto, per arrivare a mostrare, o meglio evocare, proposte di mondi possibili.

Giorgio Tosini, Percorsi, 2024
Giorgio Tosini, “Percorsi”, 2024.

-Infine, ci indicheresti tre giovani artisti che stimi ed ammiri.

Ce ne sarebbero diversi da elencare, ma, sicuramente, Thomas Kent, Furo Diallo, Maria Chiara Pernici.


Ringraziamo Giorgio Tosini per aver risposto alle nostre domande, potete continuare a seguirlo sul suo profilo Instagram. 

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