Valentina Bobbo

Valentina Bobbo è una giovane autrice di Treviso nei suoi lavori esplora l’adattamento delle forme attraverso installazioni che si nutrono di stimoli quotidiani e frammenti visivi. Il suo approccio non è mai statico: l’arte prende forma mentre lavora, rivelandosi poco a poco, senza schemi predefiniti. Affascinata dal dialogo tra oggetto e materia, la sua ricerca si muove tra libertà creativa e ironia, sfidando le convenzioni e lasciando che siano le opere stesse a suggerirle il loro titolo e il loro destino.

Foto dell'artista
Valentina Bobbo.

PRESENTAZIONE

Allora… raccontaci un po’ da dove vieni, chi sei, quanti anni hai?

Sono Valentina Bobbo, sono di Treviso, ho 25 anni.

Di cosa ti occupi?

Lavoro con l’installazione e sto portando avanti dal 2021 una ricerca sull’adattamento delle forme.

Opera dell'artista Valentina Bobbo, "Pronto", assemblaggio, dimensioni variabili, 2023
Valentina Bobbo, “Pronto”, assemblaggio, dimensioni variabili, 2023.

INTERESSI

Ti piace la musica? Hai un cantante, gruppo preferito?

Si mi piacciono tutti i generi musicali, ogni giorno mi sento una persona un po’ diversa e la musica enfatizza questa condizione e mi fa sentire più a casa nell’essere mutevole. Non saprei indicare un gruppo preferito ma ultimamente sto sentendo spesso le canzoni di dell’album “È finita la pace” di Marracash.

Un film che secondo te tutti dovrebbero vedere?

Eternal Sunshine of the spotless mind.

Opera dell'artista Valentina Bobbo, "La camicia del lavoratore sognatore", tecnica mista, dimensioni variabili, 2023.
Valentina Bobbo, “La camicia del lavoratore sognatore”, tecnica mista, dimensioni variabili, 2023.

Qual è la forma d’arte che preferisci? (da andare a vedere/ a cui assistere: fotografia, pittura, scultura, performance, ecc..) C’è un artista contemporaneo che consideri assoluto o che sia una fonte d’ispirazione?

L’installazione perché comprende un po’ di tutto, penso spesso alla pratica di Philippe Parreno, non definirei nessuno come assoluto non perché non abbia stima di alcuni contemporanei ma perché l’ispirazione mi arriva da alcuni frammenti di opere e ancora più spesso cose della vita quotidiana, penso che la pratica degli artisti derivi più dal fatto di mettere assieme molti stimoli.

C’è un momento della giornata che ti piace particolarmente?

La mattina sono sicuramente più produttiva, mi sveglio come un gufo e poi mi scarico man mano che passa la giornata, quindi sceglierei la mattina perché la vivo con più lucidità possibile, però anche la sera ha un certo fascino quando sono stanca e ragiono di meno, tutto si sfuma un po’.

Opera dell'artista Valentina Bobbo, "Der Gesuchte Mann", assemblaggio, dimensioni variabili, 2024.
Valentina Bobbo, “Der Gesuchte Mann”, assemblaggio, dimensioni variabili, 2024.

LAVORO

Come nasce il tuo interesse per la ricerca artistica?

È stato abbastanza spontaneo, con l’accademia mi sono avvicinata a certi temi e forse quando ho scritto la tesi si sono concretizzati alcuni pensieri e ho continuato poi fuori dall’accademia in modo sempre più personale.

Da dove ti è venuta l’idea e come ci sei arrivata\o?

Allora rispetto a questa domanda posso dire che le idee mi arrivano ma spesso rimangono lì per molto tempo quindi non ci sono ancora arrivata al “da dove vengano”, cerco di mettermi in alcune situazioni di stimolo sicuramente ma il più delle volte le idee si fanno strada nella mia mente quasi improvvisamente, mettendo insieme cose che ho visto o provato e prendendo delle diramazioni che poi sfrutto concretamente con il lavoro.

Un’emozione che sapresti nominare mentre lavori?

Libertà di esprimermi.

Che cosa sentivi necessario: fare qualcosa di diverso, oppure andare oltre?
Avevi un’idea chiara di quello che bisognava fare?

Penso che tutti gli artisti contemporanei abbiano un po’ il timore del non essere innovativi, bisogna solo mettere da parte i paletti mentali certe volte e buttarsi a capofitto nella pratica vedendo dove ti porta.

Opera dell'artista Valentina Bobbo, "The Princess", tecnica mista, assemblaggio, dimensioni variabili, 2024.
Valentina Bobbo, “The Princess”, tecnica mista, assemblaggio, dimensioni variabili, 2024.

Prima di cominciare a lavorare hai già chiara l’idea di come sarà il tuo
lavoro?

No non sono una che programma, ho un’idea come l’ombra del lavoro ma poi si
rivela pian piano.

Oppure è quando cominci che hai un’idea di quello che farai?

Esatto, solo mentre sto lavorando scopro dove mi porta il lavoro e i miei
pensieri prendono forma con esso, anche per questo mi interesso all’adattamento
delle forme.

Che ruolo svolgono i titoli per te? E quando li assegni? Di solito i titoli
vengono prima o dopo che hai finito il tuo lavoro?

Alcune volte i titoli vengono durante, spesso poi una volta che lo guardo e mi comunica come vuole essere nominato. il titolo era qualcosa che un tempo odiavo proprio perché dava una definizione ma adesso ho iniziato a prenderlo con più simpatia, spesso sono ironici i titoli che attribuisco proprio perché si prendono gioco di me mentre lo faccio e delle persone mentre lo leggono.

Quale sarebbe il loro significato?

Il significato non è del tutto nel titolo, che è qualcosa di parziale o laterale, come se tramite una stradina raggiungessi il luogo ma poi so che ci sono molte altre strade che arrivano lì.

Opera dell'artista Valentina Bobbo, "Venere trapiantata nel 2023", tecnica mista, assemblaggio, 63 cm x 38 cm x 29 cm, 2023.
Valentina Bobbo, “Venere trapiantata nel 2023”, tecnica mista, assemblaggio, 63 cm x 38 cm x 29 cm, 2023.

Quand’è che senti che il lavoro è finito?

A volte non lo sento e infatti recupero spesso i materiali di alcune opere per farci dell’altro, penso che sia finito solo se non mi viene da staccare dei pezzi nuovamente.

Ti capita di doverti fermare mentre stai lavorando, perché non hai in casa il
tipo di pezzo o di materiale che ti serve, e di dover aspettare finchè non lo trovi?

Si e quando capita è un po’ frustrante, a volte cerco di rattoppare per il momento con ciò che ho a disposizione in modo da tenere a mente quello che avevo pensato perché non sfugga.

Quale lavoro secondo te funziona di più rispetto agli altri?

Un lavoro che quando lo guardo mi sembra di guardare un altra persona e poterci parlare assieme, un’opera con cui mi verrebbe da dialogare e non intendo per forza con le parole ma anche con lo sguardo ad esempio.

Opera dell'artrista Valentina Bobbo, "Natale", assemblaggio e tecnica mista, dimensioni variabili, 2024.
Valentina Bobbo, “Natale”, assemblaggio e tecnica mista, dimensioni variabili, 2024.

Raccontaci come nasce un tuo lavoro. Parti da un’idea, una sensazione o che
altro?

Nasce da ciò che mi succede, o che succede/ è successo ad una forma con cui entro in contatto e che si rivolge a me dandomi qualche tipo di stimolo o emozione.

Hai fatto un percorso all’accademia di Belle Arti; come descriveresti questo
viaggio, come ti sei trovata? Immaginiamo che questo percorso ti abbia lasciato
qualcosa, degli strumenti di lavoro che utilizzi o delle influenze particolari.

Ho fatto l’accademia di brera indirizzo pittura, e poi ho fatto un master in Ied visual art for the digital age, diciamo che alla fine ho preso un po’ di tutto ma ho anche scartato tanto perché ora sto facendo altro rispetto a ciò che ho studiato, come se a mano a mano che imparavo certe cose imparavo anche più di ciò che volevo usare o meno quindi sicuramente tutto mi è servito e mi ha lasciato qualcosa.

Qual è il tuo lavoro che finora è stato più apprezzato? E quale quello che tu
preferisci?

“toc toc” è un’opera video che al momento ha avuto un particolare apprezzamento e ha un significato speciale per me, oltre a ricordarmi la mia prima personale quindi anche io sceglierei questo. Anche se sento di aver virato verso orizzonti più legati all’oggetto e alla materia di recente, “toc toc” resterà sempre un’opera che porta con sé tanto del mio lavoro.

Opera dell'artista Valentina Bobbo, "Mani degli alberi (forse metto le mani dove non dovrei)", tecnica mista, dimensioni variabili, 2024.
Valentina Bobbo, “Mani degli alberi (forse metto le mani dove non dovrei)”, tecnica mista, dimensioni variabili, 2024.

INTERAZIONE CON IL MONDO ESTERNO

I social sono ormai una piattaforma indispensabile per pubblicare i propri lavori ed essere conosciuti; tu come vivi questa dimensione, e soprattutto, quanto la reputi importante per ciò che fai?

Sono una vetrina che permette di mostrare in modo immediato anche se parziale il lavoro, spesso la uso come iniziale feedback per i miei lavori oppure anche come processo finale quando magari sono in residenza e non ho la possibilità di esporre il lavoro finito perché magari mi sono focalizzata più sulla pratica in sé durante il percorso.

Sei stato a Milano, come ha influito su di te questa città? Il luogo in cui ti trovi ha un’influenza su di te e su ciò che produci?

Milano ha il potere di assorbirti totalmente se glielo permetti, motivo per il quale mi sono allontanata e sono tornata solo dopo una riflessione approfondita e una concretizzazione di alcune idee. lo spazio urbano mi offre molto quindi sono tornata per sfruttare questo andamento di continua generazione e velocità. vediamo cosa viene fuori da questa nuova avventura.

Opera dell'artista Valentina Bobbo, "Abbiamo un gabbiano", assemblaggio, dimensioni variabili, 2023.
Valentina Bobbo, “Abbiamo un gabbiano”, assemblaggio, dimensioni variabili, 2023.

Quali sono i tuoi prossimi obbiettivi e progetti?

Vorrei riuscire a lavorare in uno spazio in cui so che i miei lavori siano al sicuro e possano essere visibili. penso che parte dei miei prossimi progetti sia proprio il tentativo di costruzione di un luogo per il lavoro e per lo studio.

Quali sono i progetti che non sei ancora riuscito a realizzare?

Proprio questa volontà di avere uno spazio fisso da poter sfruttare come studio stabile, archivio di lavori passati in cui so che ho tutto lì a portata di mano, vorrei che prima o poi questo spazio diventasse luogo di scambio fra artisti e una galleria di riferimento per la città.

Cosa significa per te essere artisti oggi?

Devo ancora capirlo a dire il vero. spesso è molto difficile pensare di fare solo questo e ricordarsi che siamo noi stessi il nostro lavoro. la società ci assorbe nelle consuetudini e regole di questo e di quello, forse essere artisti oggi per me significa avere la libertà di fregarsene più degli altri.

Infine, ci indicheresti tre giovani artisti che stimi ed ammiri che
frequentano/hanno frequentato l’Accademia di Brera?

Davide Fracasso, Edoardo Paci, Giulia Bertini


Ringraziamo Valentina Bobbo per aver risposto alle nostre domande, potete continuare a seguirla sul suo profilo Instagram.

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