Margherita Loba Amadio

Desiderio e narrazione

Alla base delle opere di Margherita Loba Amadio troviamo il desiderio.

Il desiderio di affrontare un tema, di creare una situazione di creazione collaborativa e di mettere insieme una narrazione. Come anche un esigenza di esplorare e superare i suoi condizionamenti.

Foto dell'artista
Margherita Loba Amadio

PRESENTAZIONE

-Allora… raccontaci un po’ da dove vieni, chi sei, quanti anni hai?

-Sono Margherita, nata nel 1992 a Milano da una famiglia vasta e mista.

-Di cosa ti occupi?

-Sono mamma, fotografa e post producer. Ma anche tante altre cose.

opera di Margherita Loba Amadio dal titolo 'Q.2016'
Q-2016

INTERESSI

-Ti piace la musica? Hai un cantante, gruppo preferito?

-Adoro la musica, per ogni genere ho un paio di artisti preferiti, sono incapace di ascoltare lo stesso gruppo o genere per più di qualche brano. Adoro anche il silenzio, o la musica della natura.

Opera di Margherita Loba Amadio dal titolo 'Adam's Eden' del 2018.
Adam’s Eden-2018

-Un film che secondo te tutti dovrebbero vedere?

-“Swiss Army Man”, un film che separa nettamente due tipi di spettatori: chi decide di guardarlo tutto, e chi si rifiuta di continuare dopo i primi 5 minuti. Ambientato in un habitat che ho vissuto e amato molto, consiglio di guardarlo fino alla fine.

-Qual è la forma d’arte che preferisci? (da andare a vedere/ a cui assistere: fotografia, pittura, scultura, performance, ecc..) C’è un artista contemporaneo che consideri assoluto o che sia una fonte d’ispirazione?

-Ogni mezzo d’arte ha le sue eccellenze, come la musica, sono pessima con “la cosa preferita”, ne ho tante e spero di trovarne sempre altre.

Sono appassionata di architettura per esempio, ma non farò nomi e non perché voglio farvi un dispetto, ma perché le strutture che preferisco sono quelle auto-costruite, quindi senza firma.

Trovo molta ispirazione non soltanto dalle arti visuali, ma anche da racconti, storie di vita, sogni.

I miei artisti contemporanei preferiti sono i bambini.

Tra gli adulti invece, quelle poche persone capaci di godere l’arte per il processo e non per il successo.

-C’è un momento della giornata che ti piace particolarmente?

-La mattina presto, momento di grande energia in cui godersi il silenzio e i propri pensieri aspettando che si sveglino anche gli altri.

E’ anche il momento con la luce più bella e l’aria più pulita.

Opera di Margherita Loba Amadio, dal titolo 'The Harpoon' del 2018 realizzata per una rivista di moda con la collaborazione di Wovo store
The Harpoon, 2018

LAVORO

-Come nasce il tuo interesse per la ricerca artistica?

Esigenza personalissima di esplorare e superare i miei condizionamenti. Ero consapevole di avere un intuito saggio su cui contare, ma allo stesso tempo sapevo che era sommerso da innumerevoli narrative tossiche e desideri altrui. Ho arrangiato un percorso di liberazione.

Opera di Margherita Loba Amadio dal titolo The E.T dal ciclo di opere The E.T ritraente una donna che si sporge dal finestrino con una maschera da alieno
TheE.T.-2019

-Un’emozione che sapresti nominare mentre lavori?

-Complicità. Lavorare in squadra e godere a collaborare e combinare i contributi di ognuno mi dà un’enorme soddisfazione.

-Che cosa sentivi necessario: fare qualcosa di diverso, oppure andare oltre? Avevi un’idea chiara di quello che bisognava fare?

-Avevo bisogno di rappresentare potenza.

Mi sentivo fragile nonostante sapessi di poter essere forte, ho voluto coltivare e allenare delle parti costrette del mio cuore.

-Prima di cominciare a lavorare hai già chiara l’idea di come sarà il tuo lavoro? Oppure è quando cominci che hai un’idea di quello che farai?

-In termini di processo creativo devo pensare tantissimo prima di scattare, avere idee, simboli e significati precisi, ma una volta scolpiti nella mente poi sul set lascio spazio a cambiamento e improvvisazione.

Opera di Margherita Loba Amadio dal titolo Thorns on Womb by me
Thorns on Womb by me, 2018

-Che ruolo svolgono i titoli per te? E quando li assegni? Di solito i titoli vengono prima o dopo che hai finito il tuo lavoro?

-A volte prima, a volte dopo, a volte cambiano, a volte non li voglio.

-Quale sarebbe il loro significato?

-Spesso scelgo una sintesi simbolica un filo criptica, mi piace usare iniziali, codici, associazioni di concetti.

-Quand’è che senti che un lavoro è finito?

-Quando non mi serve più.

Opera di Margherita Loba Amadio dal titolo Luv Eva ritraente un uomo e una donna in una vasca da bagno.
Luv Eva, 2018

-Ti capita di doverti fermare mentre stai lavorando, perché non hai in casa il tipo di pezzo o di materiale che ti serve, e di dover aspettare finché non lo trovi?

-Cerco di non cominciare finché ho tutto quel che mi serve.

-Quale lavoro secondo te funziona di più rispetto agli altri?

-Dipende da chi guarda e con che sguardo, nessuna fotografia ha valore in sé e per sé ma contestualizzata negli occhi di chi la consulta.

-Hai fatto un percorso all’accademia di Belle Arti / in ambito artistico; come descriveresti questo viaggio, come ti sei trovata? Immaginiamo che questo percorso ti abbia lasciato qualcosa, degli strumenti di lavoro che utilizzi o delle influenze particolari.

-Tutt’altro, ho avuto la fortuna di cominciare a lavorare prestissimo come assistente alla post produzione e più avanti come assistente fotografa, quindi ho imparato in un ambito non accademico a contatto diretto con professionisti in contesti disparati. Per conto mio studiavo il passato e il presente della fotografia e dell’arte visuale in generale, combinandolo con i miei studi universitari di sociologia e comunicazione.

opera di Margherita Loba Amadio. Fotografia ritraente due donne dal titolo 'VIDI-2017
VIDI-2017

INTERAZIONE CON IL MONDO ESTERNO

-I social sono ormai una piattaforma indispensabile per pubblicare i propri lavori ed essere conosciuti; tu come vivi questa dimensione, e soprattutto, quanto la reputi importante per ciò che fai?

-Ho sentimenti molto contrastanti a riguardo. Da una parte è uno strumento formidabile per connettersi con persone interessanti, trovare collaborazioni e ispirazioni, dall’altro fa spavento il monopolio relazionale che ha acquistato e i contenuti a cui siamo sottoposti non solo continuano ad aumentare ma diventano sempre più uniformi.

Spesso provo una sensazione di saturazione e distaccamento, mi sembra tutto fittizio e poco interessante; poi però quando trovo bei contenuti mi sembra di avere gli strumenti per trarne qualcosa di prezioso.

Come in tutte le cose ci vuole ritmo, e sapersi allontanare fa parte delle prerogative per averci una relazione sana.

p.s. Fuck censorship.

-Sei stata a Milano, come ha influito su di te questa città? Il luogo in cui ti trovi ha un’influenza su di te e su ciò che produci?

-Il luogo in cui ti trovi ha un’influenza enorme, Milano si vanta di tanti buoni propositi che non sono effettivamente rispettati.

Una città pesantemente inquinata, di tanta facciata e poca sostanza, con un divario sociale importante e tanto, tanto consumismo.

Nonostante ciò è una città con un potenziale enorme, in cui ancora credo che si possa creare e proporre, sperimentare e inventare nuovi modi di lavorare e di vivere.

Credo nella cultura underground, nell’autogestione, nello scavalcamento di istituzioni, gallerie e sì, anche accademie, per fare arte. Arte per tutti.

Foto di Margherita Loba Amadio , ritratto rappresentante Wenedikter
Wenedikter, 2018

-Quali sono i tuoi prossimi obbiettivi e progetti?

-Un prossimo progetto personale è una serie fotografica con una mia amica che ripercorra ed elabori una sua lunga e complessa esperienza.

-Cosa significa per te essere artisti oggi?

Per me non si può essere artisti se non smantellando competizione e riconoscimento, interessandosi al prossimo e alle sue risorse.

Margherita Loba Amadio, foto dal titolo 'The E.T. scattata in California, rappresentante una ragazza vestita di verde appoggiata ad una roccia con un sacchetto di plastica sulla testa
The E.T

-Infine, ci indicheresti tre giovani artisti che stimi ed ammiri di Milano?

-Una carissima amica fotografa, Giulia Bersani; un amico muralista eccezionale Luca Zamoc (in realtà di Modena, ma ora a Milano); la mia make up artist più affezionata Vanessa Icareg.


Ringraziamo Margherita per aver risposto alle nostre domande, continuate a seguirla sul suo profilo Instagram!

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