Vanessa Castro

Il fiore come caducità della bellezza

La ricerca artistica di Vanessa Castro ruota intorno alla natura, in particolare allo studio del fiore definendolo come la sintesi dell’immagine del mondo, tanto bella quanto in fretta è destinata a svanire nel tempo.

Molti dei lavori dell’artista sono realizzati con materiali fragili come la carta, il corpo o i fiori stessi, proprio a richiamare la sua visione della bellezza, mutevole e labile.

fotografia di un giglio di sole verde legato con un filo su se stesso simboleggiando come non si possa fissare la bellezza, essa tenderà a svanire
“Giglio di sole verde”

PRESENTAZIONE

-Allora… raccontaci un po’ da dove vieni, chi sei, quanti anni hai?

Sono Vanessa Castro, ho 21 anni e sono nata e cresciuta a Milano da genitori Salvadoregni.

-Di cosa ti occupi?

Studio pittura presso l’Accademia di belle Arti di Brera di Milano, anche se quest’anno ho messo in pausa gli studi dopo due anni di accademia.

La mia ricerca artistica gira attorno all’elemento naturale del fiore, elemento della natura tanto piccolo ma tanto capace di catturare il nostro sguardo.

Nella mia poetica il fiore è sintesi della bellezza del mondo, ‘’che è destinata a perire tanto in fretta’’.

Esso porta un messaggio di vita e di morte eternamente intrecciati: la caducità della sfioritura e la rinascita dello sbocciare.

Lavoro principalmente con la pittura e la fotografia, ma mi piace sperimentare con diversi mezzi espressivi,
usando anche il mio corpo.

disegno astratto realizzato con acquerello e matite colorate
“Melodie senza tempo”

INTERESSI

-Ti piace la musica? Hai un cantante, gruppo preferito?

Amo la musica. È sempre stata presente nella mia vita. Ho tanti cantanti e gruppi preferiti.

Durante tutta la mia adolescenza ho ascoltato principalmente musica metal, che è il mio genere musicale preferito; in particolare folk metal e atmospheric black metal.

Negli ultimi anni ho ampliato la mia conoscenza musicale esplorando e amando nuovi generi musicali.

-Un film che secondo te tutti dovrebbero vedere?

Non ho in mente un film che secondo me tutti dovrebbero vedere.

Il cinema è una forma d’arte alla quale mi sto appassionando recentemente grazie a vari corsi che ho frequentato in accademia.

I film che hanno avuto un grande impatto su di me, da quando mi sono avvicinata a questo mondo, sono i film di Antonioni, e per quanto riguarda l’animazione, i film di Hayao Myazaki.

I loro film, dal mio punto di vista, hanno caratteristiche molto simili tra di loro, nonostante si occupino di due generi di
cinema diversi e provengano da due culture differenti.

Però, se dovessi nominare un film che secondo me tutti dovrebbero vedere tra quelli visti nel 2022 è Pinocchio di Guillermo del Toro. Ho amato quel film, probabilmente uno dei miei film d’animazione preferiti.

-Qual è la forma d’arte che preferisci? (da andare a vedere/ a cui assistere: fotografia, pittura, scultura, performance, ecc..) C’è un artista contemporaneo che consideri assoluto o che sia una fonte d’ispirazione?

Non ho una forma d’arte che preferisco perché sono convita che ogni artista se adotta o elegge una forma d’arte rispetto ad un’altra per comunicare, dal suo punto di vista, è giusto che si comunichi in quella determinata forma.

Per questo sono nella convinzione che tutte le forme d’arte siano da apprezzare.

Non c’è un Artista contemporaneo che considero assoluto, ma ci artisti che sono stati una grande fonte di ispirazione per me, tra cui; Ana Mendieta, artista cubana che ha lavorato con la natura, l’artista concettuale Vincenzo Agnetti, e la pittrice astratta Helen Frankenthaler.

C’è un momento della giornata che ti piace particolarmente?

La notte. È l’unico momento in cui tutto ciò che è attorno a me non c’è, dorme. È l’unico periodo di tempo della giornata in cui posso stare tra me e me, ed è infatti il momento nella quale sono più produttiva dal punto di vista artistico.

disegno di paesaggio realizzato con acquerello, orzo e grafite su carta
“Il rosso annienta il tempo”

LAVORO

-Come nasce il tuo interesse per la ricerca artistica?

Dipingo e disegno da quando ne ho memoria e ho da sempre amato giocare e divertirmi con i colori.

All’età di otto anni mi sono resa conto di avere talento per il disegno, e grazie al mio professore di arte delle scuole medie, il mio talento si è trasformato in una passione.

-Da dove ti è venuta l’idea e come ci sei arrivata\o?

Studiando storia dell’arte a scuola sono rimasta affascinata da tutti gli artisti che hanno fatto dell’arte la loro ragione di vita. Crescendo è aumentato il mio desiderio di voler comunicare attraverso l’arte prendendo così la decisione di voler studiare arte e fare l’artista.

Questa decisione mi ha portata a frequentare il liceo artistico diplomandomi in arti figurative e successivamente pittura all’Accademia di Belle Arti.

-Un’emozione che sapresti nominare mentre lavori?

Liberazione.

Liberazione perché mentre lavoro e vedo che ciò che avevo dentro sta prendendo forma nell’opera a cui sto lavorando, mi sento libera da quello che avevo bisogno di dire.

disegno astratto realizzato attraverso tecnica mista su carta
“Soliloqui”

-Che cosa sentivi necessario: fare qualcosa di diverso, oppure andare oltre? Avevi un’idea chiara di quello che bisognava fare?

Sentivo la necessità di liberarmi dai miei pensieri, anche se un’idea chiara non ce l’avevo e non ce l’ho tutt’ora, ma sono sicura del percorso che ho intrapreso.

-Prima di cominciare a lavorare hai già chiara l’idea di come sarà il tuo lavoro? Oppure è quando cominci che hai un’idea di quello che farai?

Se sto svolgendo un lavoro fotografico ho già un’idea abbastanza chiara del mio lavoro.

Nella pittura e nel disegno non ho un’idea chiara perché in questi due ambiti sono molto impulsiva e mi lascio trasportare dalle mie sensazioni.

-Che ruolo svolgono i titoli per te? E quando li assegni? Di solito i titoli vengono prima o dopo che hai finito il tuo lavoro?

I titoli sono una parte importante nel mio lavoro, essi danno un suggerimento dell’opera e li assegno sempre dopo che ho terminato un lavoro.

-Quale sarebbe il loro significato?

La poesia ha un ruolo importante nell’assegnazione dei titoli delle mie opere, specialmente la poesia di Emily Dickinson. In molti miei lavori i titoli fanno riferimento a mie impressioni, stati d’animo o ricordi.

disegno astratto realizzato con tecnica mista su stoffa
“Untitled”

-Quand’è che senti che un lavoro è finito?

Quando sento che non devo più dire altro e quello che volevo dire l’ho già detto.

Personalmente, sento, che molti dei miei lavori non siano ancora completi.

-Ti capita di doverti fermare mentre stai lavorando, perché non hai in casa il tipo di pezzo o di materiale che ti serve, e di dover aspettare finchè non lo trovi?

Si, specialmente se è un lavoro impulsivo nato da un’idea che la mia testa ha costruito in poco tempo, ma di cui sento la necessità di volermene liberare subito.

Quale lavoro secondo te funziona di più rispetto agli altri?

Dal mio punto di vista il lavoro che funziona meglio è quello pensato e meditato, con una forte poetica dietro.

Raccontaci come nasce un tuo lavoro. Parti da un’idea, una sensazione o che altro?

La natura e la poesia hanno un ruolo fondamentale nel mio lavoro.

Osservare e ascoltare il mondo attorno a me è il primo passo nella realizzazione di una mia un’opera.

Tutto parte da un’idea, da un pensiero, da una sensazione o da uno stato d’animo.

tre petali gialli con sopra rappresentati attraverso l'uso della pittura dei segni che richiamano la fertilità e maternità
“l’immediatezza della vita e l’eternità della natura”

-Hai fatto un percorso all’accademia di Belle Arti; come descriveresti questo viaggio, come ti sei trovata?

Immaginiamo che questo percorso ti abbia lasciato qualcosa, degli strumenti di lavoro che utilizzi o delle influenze particolari.

L’accademia di belle arti è il luogo dove ho trovato e ho iniziato veramente la mia ricerca artistica personale.

In accademia mi sono trovata in un ambiente aperto nella quale mi posso confrontare con altre persone che stanno cercando il loro percorso.

Fare arte è quello che ti unisce con le altre persone in accademia formandosi, in questo modo, una bellissima comunità. Ho amato questi due anni, mi hanno lasciato tantissimo, specialmente da molti professori che mi hanno dato gli strumenti che mi servono per poter lavorare e ragionare sulla mia ricerca.

-Qual è il tuo lavoro che finora è stato più apprezzato? E quale quello che tu preferisci?

Non so quale tra i miei lavori sia il lavoro che è stato più apprezzato, il mio preferito è sicuramente la serie ‘’Fiori di Vera’’, che, dal mio punto di vista è il lavoro che funziona meglio rispetto a quelli a cui ho lavorato fino ad ora.

È un lavoro meditato e a cui sono stata seguita nella realizzazione dal professore per la quale stavo svolgendo il progetto in accademia. È un progetto per la quale sto ancora meditando e che voglio ancora portare avanti.

il fiore come caducità della bellezza
“fiori di vera: giglio di sole”

INTERAZIONE CON IL MONDO ESTERNO

I social sono ormai una piattaforma indispensabile per pubblicare i propri lavori ed essere conosciuti; tu come vivi questa dimensione, e soprattutto, quanto la reputi importante per ciò che fai?

Io adoro Instagram, anche se gestire una pagina Instagram richiede tanto tempo e ammetto di non essere molto costante.

Occupandomi di arte contemporanea mi piace pubblicare e parlare dei miei lavori nel mio profilo, perché ancora oggi, l’arte contemporanea è ancora vista come qualcosa difficile e complicata da capire.

Sui social possiamo renderla molto più vicina a noi, più umana e comprensibile.

-Sei stata a Milano, come ha influito su di te questa città? Il luogo in cui ti trovi ha un’influenza su di te e su ciò che produci?

Io sono nata e cresciuta a Milano. Il fatto di essere sempre stata in contatto con la diversità e la metropoli mi hanno dato molti stimoli aiutandomi ad avere una mentalità più aperta.

-Quali sono i tuoi prossimi obbiettivi e progetti?

I miei prossimi obbiettivi sono: terminare il mio ultimo anno di accademia e continuare a lavorare mia ricerca artista.

due rappresentazioni astratte realizzate su tela attraverso una tecnica mista
“Non trovo nulla in te se non due occhi”

-Quali sono i progetti che non sei ancora riuscito a realizzare?

Il sogno di una vita sarebbe quello di riuscire a collaborare con gallerie e fare una mostra personale.

Ho ancora tanto da lavorare, sono consapevole del fatto che il mio lavoro sia ancora molto acerbo.

Cosa significa per te essere artisti oggi?

Fare arte è un percorso di vita particolare che non tutti intraprendono.

Risponderò a questa domanda con l’opera di Nauman: ‘’The true Artist Helps the World by Revealing Mystic Truths’’.

Infine, ci indicheresti tre giovani artisti che stimi ed ammiri che frequentano/hanno frequentato l’Accademia di Brera?

Tre artiste che ammiro e che stimo con la quale ho frequentato il corso di pittura in questi due anni di accademia sono: Daphne Mangeri, Alessia La Corte, Lavinia Martinelli.


Ringraziamo Vanessa Castro per aver risposto alle nostre domande, continuate a seguirla sul suo profilo instagram

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