Alessia Imperio

Alessia Imperio è una giovane artista che usa lo strumento dell’arte per indagare la propria interiorità ed emotività. Un filo conduttore dei suoi lavori è l’elemento del “Sangue”, visto come la parte primordiale di noi stessi e parte di un corpo creato per contenere la nostra anima, facendo in modo che quest’ultima non si infetti a contatto con l’esterno.

Alessia Imperio.

PRESENTAZIONE

-Allora… raccontaci un po’ da dove vieni, chi sei, quanti anni hai?

Mi chiamo Alessia Imperio, ho 21 anni e provengo dalla Puglia, più precisamente da Palagiano, un piccolo paese in provincia di Taranto.

-Di cosa ti occupi?

Attualmente sono una studentessa e nei momenti liberi mi dedico a esercitarmi e a sperimentare nei tatuaggi, affinando tecnica e stile, con l’obiettivo di trasformare questa passione in una vera e propria professione.

Alessia Imperio; “Interiora”; dacron (ovatta sintetica), fili, stoffe, aniline all’alcool; 2mx30cm scultura grande,
70cmx30cm sculture piccole; 2024.

INTERESSI

-Ti piace la musica? Hai un cantante, gruppo preferito?

La musica è sempre stata una compagna fedele nella mia vita, un rifugio emotivo e una fonte inesauribile di ispirazione. Ascolto principalmente metal e punk. Tra i gruppi che amo particolarmente ci sono gli Storm{o}, gli Ozone Dehumanizer, e Marilyn Manson.

–Un film che secondo te tutti dovrebbero vedere?

Ho molti film preferiti, ma quello che mi ha colpito di più è Lolita (1997). Secondo me è un film che tutti dovrebbero vedere poiché affronta temi complessi con una sensibilità unica.

Alessia Imperio; “Prove su tela; stoffe e tessuti”; tela, colori acrilici, stoffe e fili colorati; 50cmx40cm; 2025.

–Qual è la forma d’arte che preferisci? (da andare a vedere/ a cui assistere: fotografia, pittura, scultura, performance, ecc..) C’è un artista contemporaneo che consideri assoluto o che sia una fonte d’ispirazione?

La forma d’arte che mi affascina maggiormente è la performance, poiché credo che sia un’esperienza contemplativa e di impatto profondo. In particolare, sono stata colpita dal lavoro di Hermann Nitsch, uno dei principali esponenti dell’Azionismo Viennese. Mi ha ispirata in numerosi progetti e trovo affascinante il modo in cui riesce a integrare l’elemento del sangue nelle sue opere.

–C’è un momento della giornata che ti piace particolarmente?

Sì, adoro le “otto di sera” (è così che le chiamo da sempre), quando il sole sta tramontando e il cielo non è ancora completamente buio. Mi affascinano le luci soffuse, quasi spente.

Alessia Imperio; “Diverso da chi?”; 2025.

LAVORO

-Come nasce il tuo interesse per la ricerca artistica?

Il mio interesse per l’arte nasce fin da bambina. Disegnavo ovunque, persino sul mio corpo, e ricordo con particolare piacere quanto mi piacesse dipingere e colorare.

-Da dove ti è venuta l’idea e come ci sei arrivata\o?

Con il tempo, le mie idee si sono evolute e mi sono resa conto che quella passione non mi aveva mai abbandonata; anzi, è stata la mia salvezza, un rifugio che mi ha distratta e consolata nei momenti difficili. È parte di me e so che percorrerò questo cammino per sempre.

-Un’emozione che sapresti nominare mentre lavori?

Spesso mentre lavoro mi sento irrequieta e eccitata, perché mi dedico sempre a ciò che amo e a progetti che in qualche modo mi scuotono nel profondo.

-Prima di cominciare a lavorare hai già chiara l’idea di come sarà il tuo lavoro?

Prima di iniziare a lavorare mi prendo il tempo necessario per studiare attentamente l’idea, così da poterla seguire con chiarezza e sapere esattamente cosa fare. Faccio fatica a modificare il progetto mentre è in corso; al massimo riesco ad apportare qualche piccolo aggiustamento, ma non cambiamenti radicali.

Alessia Imperio; “The blood’s shape”; 17cmx17cm; 2022.

-Quand’è che senti che il lavoro è finito?

Per me, un lavoro non finisce mai davvero. Ogni giorno trovo sempre qualcosa da aggiungere o cambiare. Un’opera termina solo quando mi annoio a guardarla o quando non c’è più nulla da fare, quando non posso più aggiungere niente. La lascio in pace solo quando sento che è bella così com’è. Al contrario, distruggo ciò che non mi convince, anche se poco prima mi sembrava perfetto.

-Ti capita di doverti fermare mentre stai lavorando, perché non hai in casa il tipo di pezzo o di materiale che ti serve, e di dover aspettare finché non lo trovi?

Mi è capitato molte volte di dovermi fermare forzatamente perché mancava un materiale. Tuttavia, prima di fermarmi, cerco sempre di capire se posso sostituire il pezzo mancante o trovare altre soluzioni. Solo quando non trovo alternative sono costretta a interrompere.

Alessia Imperio; “The blood’s shape”; base quadrata in legno, stampa su plexiglass; 50cmx70cm; 2022.

-Raccontaci come nasce un tuo lavoro. Parti da un’idea, una sensazione o che altro?

L’arte per me è terapia. La uso per sentirmi meglio e per esprimere ciò che non riesco a dire a parole. Quando vivo momenti difficili e sono consapevole del mio stato, mi lascio ispirare dal mio dolore. Quando invece mi sento energica, osservo gli altri e creo qualcosa che rifletta una realtà condivisa o che includa l’esterno.

-Hai fatto un percorso all’accademia di Belle Arti; come descriveresti questo viaggio, come ti sei trovata? Immaginiamo che questo percorso ti abbia lasciato qualcosa, degli strumenti di lavoro che utilizzi o delle influenze particolari.

All’inizio ho avuto qualche difficoltà ad ambientarmi, soprattutto perché non stavo attraversando un buon momento personale, e questo influenzava anche le mie giornate e il mio lavoro. Con il tempo però le cose sono migliorate, ho iniziato a esprimermi come desideravo e ho cominciato a vedere Milano e l’Accademia sotto un aspetto più positivo.

Alessia Imperio, “The blood’s shape”, 17cmx17cm; 2022.

INTERAZIONE CON IL MONDO ESTERNO

-I social sono ormai una piattaforma indispensabile per pubblicare i propri lavori ed essere conosciuti; tu come vivi questa dimensione, e soprattutto, quanto la reputi importante per ciò che fai?

I social fanno una buona parte del lavoro, credo siano un ottimo strumento per farsi conoscere a livello globale. Per me sono utili soprattutto per condividere i tatuaggi che realizzo e, ogni tanto, anche qualche progetto. Tendo a tenere le mie opere “nascoste”, non mi piace espormi troppo né mostrare quello che faccio. Preferisco che restino qualcosa di intimo, più per me che per gli altri.

Alessia Imperio; “Sketchbook”; carboncino; 20cmx14cm; 2023.

-Cosa significa per te essere artisti oggi?

Non ho alcuna difficoltà né problema a farmi chiamare artista, non fosse altro per il fatto che ormai sono anni che ci dedico tempo e vengo più o meno apprezzata per ciò che produco. Tuttavia, personalmente non mi sento ancora di definirmi tale. Sento di essere ancora in cammino, con tanta strada da percorrere e molto da imparare prima di potermi identificare pienamente in quel ruolo. Piuttosto, mi considero un artista nel modo di pensare. Perché oggi, essere artista significa avere il coraggio di stare scomodi.

Realizzo e produco arte senza troppe pretese, senza presunzione alcuna. Forse perché le cose che ho da dire e da esprimere sono ancora troppe, forse perché non ho ancora ultimato conoscere me stessa sin nel profondo. Oggi essere artista significa avere il coraggio di essere incoerenti, imperfetti, emotivi, fragili, arrabbiati. In un mondo che ci vuole rapidi e vendibili, essere artista è un atto di resistenza.

Alessia Imperio; “Prove su tela, stoffe e tessuti”; tela, colori acrilici, collant e fili colorati; 50cmx40cm; 2025.

-Infine, ci indicheresti tre giovani artisti che stimi ed ammiri che frequentano/hanno frequentato l’Accademia di Brera?

Nella nostra accademia nutro grande stima per molte persone, ma in particolare per Sabrina Casulli, Veronica Perniola, Mariagrazia Carpignano, Martina Saretta e Giulio Alba.


Ringraziamo Alessia Imperio per aver risposto alle nostre domande, potete continuare a seguirla sul suo profilo Instagram.

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