Eren Kenar is a young artist who, through his artwork, aims to express his emotions and ideas. His paintings are peculiar, Eren creates images, portraits and landscapes that seem to have emerged from a dream. This art is born from his anger, an emotion he exclusively experiences while painting.
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Nico Crisanti
Per questo artista la pittura è prima di tutto un modo di esperire il mondo. Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Brera, costruisce il proprio lavoro partendo da sensazioni, emozioni e vissuti che prendono forma lentamente sulla tela, senza un progetto prestabilito. Rifiuta l’idea di un’originalità costruita e preferisce una ricerca onesta, capace di andare oltre se stessi. Le sue opere vivono nell’equilibrio instabile tra forma e contenuto, lasciando spazio all’immaginazione dello spettatore e trasformando ogni dipinto in un invito a guardare oltre ciò che appare.
Elisa Benini
Nelle opere della giovane artista Elisa Benini, il vero protagonista è il colore. Dalle sue tele, dai suoi colori emergono paesaggi ed emozioni che ci restituiscono un’esperienza, un’impressione. Studiando le forme, le composizioni e il colore Elisa crea dei dipinti unici e ricchi di significati nascosti.
Veronica Milazzo
Veronica Milazzo, giovane artista formatasi all’Accademia di Brera, utilizza le tecniche tradizionali dell’incisione per esplorare il rapporto tra uomo e natura. Attraverso l’acquaforte e la puntasecca, la sua ricerca si concentra sui frammenti di paesaggio urbano e marginale che custodiscono una memoria silenziosa. In questa intervista, Veronica ci racconta il suo processo creativo, la genesi dell’opera Speculum Mundi e la necessità di un’arte che rallenti lo sguardo. Un dialogo che invita a riscoprire, con pazienza e contemplazione, ciò che spesso rimane invisibile.
Julie Frosi
Julie Frosi traduce lo spazio metropolitano in un archivio intimo di immagini, raccogliendo e stratificando frammenti di realtà quotidiana sottratti alla strada. Muovendosi tra il rigore della grafica d’arte e l’inaspettata fluidità della pittura, la sua ricerca si configura come una mappatura visiva delle radici e del territorio. L’artista ci racconta di una Milano poetica e nascosta, svelando un processo creativo che si nutre di attese febbrili, incontri e di quel lirismo silenzioso che si annida negli anfratti della metropoli.
Valentina Nisi
La ricerca di Valentina Nisi si concentra sulla pittura a tecnica mista e sul collage materico, utilizzando carte antiche e rovinate dal tempo. Le sue opere esplorano il tema del doppio e dell’autoritratto interiore, muovendosi in un costante e viscerale equilibrio tra maschera e inconscio, controllo e caos.
Arianna Pessina
Arianna Pessina, artista visiva cresciuta nella provincia milanese, sposta la sua ricerca oltre il limite del foglio bianco, trovando nel carboncino non un semplice mezzo, ma una materia generativa. Arianna non traccia segni, ma scava nel buio profondo della superficie per sottrazione, lasciando che le immagini emergano come frammenti di memoria instabili, in perenne equilibrio tra presenza e scomparsa.
Giulia Tani
Giulia Tani racconta la propria ricerca artistica, in cui la musica diventa il punto di partenza per composizioni astratte e processi creativi spontanei, esplorando il rapporto tra emozione, gesto e sperimentazione pittorica.
Laura De Ponti
Laura De Ponti definisce la sua ricerca come una “necessità istintiva” che si focalizza lungo il confine del tempo. Attraverso una street photography rigorosamente analogica, una composizione calibrata e una profonda connessione con la realtà quotidiana, Laura indaga il legame autentico tra l’uomo e il suo spazio. Le sue opere, come la serie aperta Le
Indira Offerman
Indira Offerman vede il suo lavoro con i video come una forma di resistenza, in cui la musica è la vera scintilla che fa nascere le immagini nella sua mente. Attraverso racconti che si muovono in cerchio, l’artista esplora la fragilità dei ricordi e mette in dubbio la realtà, dimostrando che le immagini non dicono mai una verità assoluta. Il suo è un tentativo di trasformare sogni, memorie d’infanzia e vecchi archivi per liberarli dal loro significato passato, lasciando lo spettatore davanti a domande aperte che non cercano una risposta definitiva.









