Eleonora De Maio è una giovane artista di Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno. Pensa e comunica attraverso l’arte, un mezzo che considera fondamentale e che dovrebbe essere usato senza paura. Sperimentando linguaggi diversi, Eleonora ci mostra delle ricerche che non hanno mai fine, un’arte che si evolve e continua a vivere nel tempo.

PRESENTAZIONE
-Allora… raccontaci un po’ da dove vieni, chi sei, quanti anni hai?
Mi chiamo Eleonora, ho 25 anni e vengo da Giffoni Valle Piana in provincia di Salerno. Ho frequentato il liceo artistico a Salerno, dopo il diploma mi sono iscritta al triennio di grafica d’arte a Napoli e mi sono laureata a marzo del 2023.
Napoli mi andava un po’ stretta come città e decisi di cambiare quindi mi trasferii a Milano a settembre del 2023 e mi iscrissi al Biennio di grafica d’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera.
-Di cosa ti occupi?
Fin da piccola mi sono sempre espressa attraverso il disegno e negli anni ho imparato e maturato questa passione fino a poter affermare che penso con il disegno. Ho molti interessi tra i quali lo sport che ho sempre praticato e che mi ha aiutata a sviluppare una certa intelligenza spaziale.
Durante il liceo sono stata ispirata da una professoressa grazie alla quale ho iniziato a interessarmi all’ambito dell’educazione, ad oggi lavoro con altre artiste nella gestione di un laboratorio creativo alle case popolari di Via Quarti a Baggio. In futuro mi piacerebbe insegnare al liceo.

INTERESSI
-Ti piace la musica? Hai un cantante, gruppo preferito?
La musica ha sempre accompagnato la mia vita. Mi piacciono molti generi: la tekno, la trip-hop, il cantautorato italiano, la musica popolare napoletana, la musica sudamericana come cumbia, salsa, fino alla musica classica; spazio molto tra i generi a seconda di cosa devo fare.
Non saprei chi scegliere tra i miei gruppi preferiti, al momento sto ascoltando molto Mina.
-Un film che secondo te tutti dovrebbero vedere?
7 anni in Tibet di Jean-Jacques Annaud.
-Qual è la forma d’arte che preferisci? (da andare a vedere/ a cui assistere: fotografia, pittura, scultura, performance, ecc..) C’è un artista contemporaneo che consideri assoluto o che sia una fonte d’ispirazione?
Mi piace andare a vedere le mostre che mischiano due o più media.
Tra gli artisti contemporanei penso che Manzoni sia stato fondamentale nella rottura di molti limiti tra cui appunto l’incasellamento delle “forme d’arte”.
-C’è un momento della giornata che ti piace particolarmente?
Forse la mattina.

LAVORO
-Come nasce il tuo interesse per la ricerca artistica?
È l’unico modo di esprimermi che penso abbia un senso, procedendo con le varie ricerche scopro tante cose sia del mondo esterno sia del mio mondo interiore.
-Da dove ti è venuta l’idea e come ci sei arrivata\o?
Non parlerei di idea piuttosto di una necessità di iniziare a fare ricerca.
-Un’emozione che sapresti nominare mentre lavori?
Frustrazione che si alterna a sorpresa, ma ce ne sono tante altre.
-Che cosa sentivi necessario: fare qualcosa di diverso, oppure andare oltre? Avevi un’idea chiara di quello che bisognava fare?
Non ho mai avuto l’illusione di produrre qualcosa di diverso o di originale. Ho sempre fatto quello che sentivo che appartenesse di più alle mie corde, qualcosa che mi riguardasse davvero.

-Prima di cominciare a lavorare hai già chiara l’idea di come sarà il tuo lavoro? Oppure è quando cominci che hai un’idea di quello che farai?
Parto da qualcosa che ritengo interessante o da una domanda che mi pongo. Non ho mai idea del risultato finale della ricerca, anzi io non penso che le mie ricerche abbiano una fine. Capisco in che direzione muovermi man mano che avanzo con il lavoro.
-Che ruolo svolgono i titoli per te? E quando li assegni? Di solito i titoli vengono prima o dopo che hai finito il tuo lavoro?
Il titolo è parte importante del lavoro, penso che introduca l’osservatore ai temi su cui lavoro. Di solito li assegno verso la fine della produzione.
-Quand’è che senti che il lavoro è finito?
Quando mi rendo conto che non posso dire altro riguardo ciò a cui sto lavorando in quel momento, poi magari riprendo in mano la ricerca dopo che è passato un bel po’ di tempo.

-Ti capita di doverti fermare mentre stai lavorando, perché non hai in casa il tipo di pezzo o di materiale che ti serve, e di dover aspettare finchè non lo trovi?
Sempre.
-Quale lavoro secondo te funziona di più rispetto agli altri?
Funzionano i lavori che sono sinceri.
-Raccontaci come nasce un tuo lavoro. Parti da un’idea, una sensazione o che altro?
Di solito mi interesso a un tema e ne manipolo le immagini con varie tecniche.

-Hai fatto un percorso all’accademia di Belle Arti; come descriveresti questo viaggio, come ti sei trovata? Immaginiamo che questo percorso ti abbia lasciato qualcosa, degli strumenti di lavoro che utilizzi o delle influenze particolari.
Nel complesso mi sono sempre trovata bene in accademia. Ѐ come una piazza dove incroci tanti ragazzi che si stanno scoprendo come artisti.
Un ambiente molto stimolante che mi ha insegnato ad accogliere e prendere in considerazione tutte le possibilità che mi si presentano.
-Qual è il tuo lavoro che finora è stato più apprezzato? E quale quello che tu preferisci?
Intreccio #2 /Montepeloso è stato molto apprezzato ed è anche quello che preferisco tra quelli fatti finora.

INTERAZIONE CON IL MONDO ESTERNO
-I social sono ormai una piattaforma indispensabile per pubblicare i propri lavori ed essere conosciuti; tu come vivi questa dimensione, e soprattutto, quanto la reputi importante per ciò che fai?
Non vivo molto sui social. Mi piacerebbe pubblicare più spesso ma trovo molto noioso organizzarmi per farlo.
-Sei stata a Milano, come ha influito su di te questa città? Il luogo in cui ti trovi ha un’influenza su di te e su ciò che produci?
Milano ha influenzato molto ciò che sono e quindi anche i miei lavori, una delle prime ricerche che ho fatto qui a Brera è stata proprio sulla città ovvero mappa(MI).
-Quali sono i tuoi prossimi obbiettivi e progetti?
Concludere il biennio a Brera e fare il corso per insegnare.

-Cosa significa per te essere artisti oggi?
Significa esprimersi senza paura in tanti modi, non sempre comprensibili e accettabili. Questo per me comprende anche essere “politicamente scorretto” ad esempio.
-Infine, ci indicheresti tre giovani artisti che stimi ed ammiri che frequentano/hanno frequentato l’Accademia di Brera?
Sicuramente i miei amici tra i quali Alessia Bressan, Alice Terragni e Ettore Montesi.
Ringraziamo Eleonora per aver risposto alle nostre domande, potete continuare a seguirla sul suo profilo Instagram.
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