Sofia Salerno

L’arte e la ricerca artistica per Sofia Salerno sono una parte essenziale della sua vita. La sua costante curiosità le permette di trasformare ogni stimolo visivo, sonoro o emotivo nell’origine del suo processo creativo. Le sue opere nascono dal desiderio di condividere, di raccontare e di farsi raccontare, restituendo la sua visione e percezione del mondo.

Sofia Salerno.

PRESENTAZIONE

Allora… raccontaci un po’ da dove vieni, chi sei, quanti anni hai?

Ciao! Sono Sofia Salerno, ho 24 anni e vengo da Catania. Dopo il liceo e un primo anno presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, ho scelto di proseguire i miei studi all’Accademia di Belle Arti di Brera, nel corso di Arti Visive – Pittura, spinta dal desiderio di vivere in un ambiente in cui l’arte contemporanea fosse una presenza costante e stimolante. Ho poi deciso di continuare questo percorso anche per la specialistica/biennio, sempre nello stesso indirizzo.

Di cosa ti occupi?

Sto per concludere gli studi a Brera, e al momento si potrebbe dire che creo immagini… in particolare attraverso l’uso della fotografia, del video, e della performance.

Sofia Salerno, “L’arIA delle cose”, video performance, 2025.

INTERESSI

Ti piace la musica? Hai un cantante, gruppo preferito?

Sì, molto! Mm…se dovessi sceglierne uno direi Franco Battiato. Attualmente sono in fissa con i Delicatoni.

Un film che secondo te tutti dovrebbero vedere?

Troppi! Mi diverto a fare recuperare i film più vecchi ai miei amici o quelli a cui tengo tantissimo e che magari non conoscono… per questa volta scelgo “Nest” di Hlynur Pálmason.

Qual è la forma d’arte che preferisci? (da andare a vedere/ a cui assistere: fotografia, pittura, scultura, performance, ecc..) C’è un artista contemporaneo che consideri assoluto o che sia una fonte d’ispirazione?

Non penso di avere una preferenza, dipende più dalla sensazione che restituisce uno spazio, un evento, una mostra. Penso che ormai gli artisti contemporanei non necessitano di essere categorizzati in una determinata pratica. Quasi tutti fanno quasi tutto, ovunque mi giro ritrovo sia disegni, che dipinti, sculture, video, installazioni, ecc… Tra gli artisti contemporanei che ammiro, e con cui ho anche avuto l’occasione di conversare, nominerei Serena Vestrucci. I suoi lavori indagano con gesti e materiali semplici e un’ ironia leggera, riflessioni profonde sul linguaggio, sul materiale e sul tempo.

Sofia Salerno, “La s.c.i.a.r.p.a.”, tessuti cuciti di circa 20 metri, 2024.

LAVORO

Come nasce il tuo interesse per la ricerca artistica?

Fin da piccola ho osservato con attenzione tutto ciò che le immagini riescono a suscitare in noi: dai dipinti, alla fotografia, al cinema. I ricordi che conservo di queste esperienze sono immagini spesso distorte, ma cariche di sensazioni che nel tempo hanno preso forme diverse e che oggi riconosco come fondamentali nel mio vissuto. 

Non credo ci sia stato un momento preciso in cui è nato l’interesse per la ricerca artistica. Piuttosto, penso che sia cresciuto gradualmente, grazie a una formazione mirata e a una costante curiosità, fino a diventare una parte essenziale della mia vita.

Da dove ti è venuta l’idea e come ci sei arrivata\o?

Le idee nascono spesso da ciò che sento, da ciò che vivo. Dalle atmosfere della città, dagli stimoli quotidiani, dalle problematiche che emergono nel presente: che si tratti del cambiamento climatico, della qualità dell’aria o della necessità di ristabilire un contatto. Non voglio denunciare, ma evidenziare. Ma le idee nascono anche dal desiderio di condividere, di raccontare e di farsi raccontare. Dalla volontà di costruire uno spazio e un tempo libero, irripetibile. Un’occasione per giocare con lo spazio e con chi lo abita.

Sofia Salerno, “Nascondino. 65, 115, 130”, video performance, 2023.

Prima di cominciare a lavorare hai già chiara l’idea di come sarà il tuo lavoro?

A volte sì, altre volte no. Per alcuni lavori ho avuto fin dall’inizio delle idee ben chiare. Voglio parlare di una determinata questione, e so qual è il suo mezzo migliore. Ma altre volte è una crescita, perché arriva un’idea che pian piano prende forma fino ad arrivare ad una sua conclusione. A volte, invece, crei direttamente qualcosa che non sai perché lo hai fatto, e con il tempo diventa qualcos’altro. Ecco…io le attraverso un po’ tutte.

Hai fatto un percorso all’accademia di Belle Arti; come descriveresti questo viaggio, come ti sei trovata? Immaginiamo che questo percorso ti abbia lasciato qualcosa, degli strumenti di lavoro che utilizzi o delle influenze particolari.

Sì, ho frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera sia per il triennio che per il biennio, e tra qualche settimana concluderò con la discussione della tesi. Il percorso in Accademia è stato molto importante per me: mi ha dato la possibilità di seguire ciò che sentivo più affine, sia nella scelta delle materie che dei docenti, un’opportunità non sempre offerta da tutte le accademie, con tutti i pro e i contro legati alla grande varietà di corsi. Dal punto di vista teorico, in particolare concettuale e storico, ho potuto approfondire il contesto dell’arte contemporanea e tutto ciò che ci circonda oggi. Dal punto di vista pratico, è stata per me una svolta la possibilità di sperimentare e approfondire la performance e il video, mezzi che ho sentito via via più vicini al mio modo di esprimermi, oltre alla fotografia, che pratico già da prima dell’ingresso in Accademia.

Sofia Salerno, “L’arIA delle cose”, video performance, 2025.

INTERAZIONE CON IL MONDO ESTERNO

I social sono ormai una piattaforma indispensabile per pubblicare i propri lavori ed essere conosciuti; tu come vivi questa dimensione, e soprattutto, quanto la reputi importante per ciò che fai?

Sì, sono un mezzo per avere un’idea indicativa dei lavori. Io in particolare preferisco curare il sito online, mi diverto a impaginare. Però a volte sono molto pigra, e quindi deve capitare il giorno giusto in cui sistemo e aggiorno tutto. In particolare il profilo su Instagram ormai lo tengo principalmente per pubblicare i miei lavori…anche se dovrei aggiornarlo un po’ più frequentemente.

Sei stato a Milano, come ha influito su di te questa città? Il luogo in cui ti trovi ha un’influenza su di te e su ciò che produci?

Ricordo che un mio professore, al primo anno a Brera, mi disse che nei miei scatti fotografici realizzati in Sicilia si percepiva una luce calda e avvolgente, mentre in quelli fatti a Milano la luce appariva più fredda e distaccata. Aveva ragione, e solo allora me ne accorsi davvero. Questo mi ha fatto capire quanto l’ambiente che ci circonda influenzi profondamente ciò che creiamo e come lo viviamo, a partire da qualcosa di apparentemente semplice come il colore della luce. Penso che ogni artista è inevitabilmente influenzato sia dal luogo in cui è cresciuto che dal contesto che lo circonda. Ogni stimolo visivo, sonoro, corporeo o emotivo diventa potenzialmente l’origine di un nuovo processo creativo.

Sofia Salerno, “Touch Me”, installazione e performance in collaborazione con Gabriele Barbagallo, 2024.

Cosa significa per te essere artisti oggi?

Credo che essere artisti oggi significhi continuare a restituire, in senso ampio, una visione e una percezione del mondo. Per quanto si dica che “tutto è già stato fatto”, penso che ogni scelta, ogni gesto, ogni modalità con cui un’opera viene realizzata è irripetibile, perché inevitabilmente filtrata da chi la compie. Il modo in cui scelgo di rendere visibile un’idea, come la compongo, come la lascio emergere o la nascondo è ciò che rende la mia opera diversa da quella di chiunque altro. E proprio in questa autenticità, in questo atto intimo e spontaneo di relazione con sé stessi, risiede qualcosa di unico, e al tempo stesso, universale.

Infine, ci indicheresti tre giovani artisti che stimi ed ammiri che frequentano/hanno frequentato l’Accademia di Brera?

Con molto piacere! È difficile dover scegliere dato il limite di numero, per cui per quanto vorrei includere più persone nomino le tre persone al momento più vicine a me e che stimo artisticamente: Francesco Marcone, Angela Vareschi, Virginia Stevenin.


Ringraziamo Sofia Salerno per aver risposto alle nostre domande, potete continuare a seguirla sul suo profilo Instagram.

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